Analisi parole chiave, il metodo infallibile

L’analisi parole chiave è un’attività che i SEO sono obbligati ad eseguire. Analizzare le keyword non è, difatti, un’attiva di ottimizzazione, ma uno strumento che i SEO usano per giustificare il loro budget. Analisi parole chiave o KOB (Keyword Opposition Benefit) è essenzialmente analisi costi benefici, che possiamo usare per prioritizzare le scelte di targeting delle nostre parole chiave.

Sia che tu debba ottimizzare un brand noto, con un sito autorevole, o che il tuo lavoro sia dare visibilità ad una start-up, è vitale fare un’analisi parole chiave per identificare le parole e frasi chiave per le quali vale la pena competere. Scegliere con precisione chirurgica le parole chiave appropriate per il proprio business va fatto analizzando la concorrenza e il beneficio (valore/vantaggio) delle keyword che definiscono il tuo modello di business in maniera accurata.

Analisi parole chiave, il metodo infallibile prevede la lettura di ricerca parole chiave, nel corso del testo alcuni concetti verranno ripetuti, ma il mio consiglio è di iniziare leggendo proprio l’articolo sulla ricerca.

Leggendo questo articolo imparerai a:

  1. Spiegare perché la KOB analysis può (e deve) guidare le tue scelte di keyword targeting e il resto della tua strategia SEO
  2. Valutare il vantaggio che può derivare dal tagettizare determinate parole
  3. Misurare la concorrenza che c’è sulla rete, per una determinata parola chiave
  4. Utilizzare li strumenti giusti per misurare e valutare la concorrenza di determinate parole chiave

Analisi parole chiave, avete visto il film Fury?

Cosa c’entra un film di guerra con la SEO? Nessuna metafora è più calzante per il processo di ottimizzazione sui motori di ricerca. Ottimizzare un sito è come sparare ad un bersaglio in movimento, mentre allo stesso tempo, tutti i tuoi concorrenti provano a fare lo stesso, ma tu hai meno risorse e sei da solo.

La realtà dei fatti è che parlare di proiezioni e analisi costi-benefici non è il lavoro di un SEO, ma i vostri clienti o capi vi chiederanno dei risultati e l’unico modo per non deludere le aspettative è imparare a settare le giuste aspettative per poi superarle.

Uno degli errori dei SEO novellini è quello di essere entusiasmati dai nuovi progetti, questo crea un’aspettativa sbagliata nei clienti che,anche a target raggiungo, sono delusi dal fatto che devono riacquistare il servizio di continuo (una campagna SEO dovrebbe mantenere risultati per anni, non giorni), ma se seguirete questa guida per punti riuscirete a cavarvela e sarete l’eroe del film!

L’ottimizzazione è una battaglia furiosa che vede schierarsi figure di ogni tipo pronte a sfoderare ogni tipo di arma: ci sono i link ninjas – che aumentano i numero di link in ingresso sul tuo sito – i content scrapers, che usano dei robottini per creare del contenuto automatico per il tuo sito, le Google Bombs o SEO Blips – che rivoluzionano l’algoritmo di indicizzazione e chi più ne ha più ne metta.

Il nostro plotone è sempre limitato sia in numero di truppe sia in quantità di risorse, ma proprio per questo dobbiamo tenere sempre a mente i nostri obiettivi, qui elencati per comodità:

  1. Ranking – vogliamo scalare le posizioni fino alla cima delle ricerche
  2. Click Through – Vogliamo aumentare il numero di click sul sito a parità di posizionamento
  3. Traffic – vogliamo aumentare la nostra base di utenza
  4. Conversion – Vogliamo trasformare una maggiore percentuale di click in acquisti
  5. Revenue – Vogliamo trovare il prezzo più giusto per aumentare il nostro fatturato

Ognuno di questi (anche tutti se il cliente ha un budget elevato) può essere un obiettivo della nostra campagna SEO, vediamo come ci si prepara ad affrontare questo compito.

Per affrontare la guerra delle keyword dobbiamo tracciare il nostro percorso, è questo l’unico modo che abbiamo per prepararci alla battaglia!

Nel nostro file Excel costruito nell’articolo sulla ricerca delle parole chiave, abbiamo imparato a trovare le market defining keywords, le abbiamo prioritizzate, abbiamo definito una strategia di ottimizzazione, ma ora dobbiamo integrarla con uno degli obiettivi che il nostro cliente vuole raggiungere.

Una volta fissati obiettivi e mercato, scegliamo delle misure di performance del nostro lavoro(KPI’s) e monitoriamole nel tempo; così possiamo vedere se abbiamo fatto un buon lavoro.

Fare un buon lavoro è il punto di partenza, ma come facciamo ad esser l’eroe del film? Diventiamo gli eroi fissando le aspettative con l’ausilio della nostra analisi parole chiave o KOB. Un’analisi quantitativa dei dati ci permetterà di fissare, controllare e consegnare i risultati che i clienti si aspettano e ci farà vincere la battaglia!

Prima di chiudere la prima sezione dell’articolo voglio spiegare cosa differenzia la mia analisi parole chiave dalle altre. Perché mai un SEO dovrebbe perdere tempo ad analizzare dati piuttosto che eseguire i suoi reali compiti di ottimizzazione? Perché utilizzare la nostra risorsa più scarsa (il tempo) per eseguire un compito non-SEO? La risposta, e anche l’idea differenziante del mio progetto è costruire traffico difendibile nel tempo, un’analisi comparativa basata su funzioni di scoring certe e aggiornabili permette di costruire un sito web fatto per la prima pagina e fatto in modo da rimanerci!

Analisi parole chiave, ordine delle operazioni

Quando iniziamo una KOB analysis dobbiamo partire con ordine, ho qui elencato le 7+1 operazioni da compiere per ottenere i risultati che ci siamo posti; le prime 4 servono a valutare il valore (beneficio/vantaggio), l’ultima è l’effettiva scelta delle frasi a concorrenza più bassa e valore più alto, mentre ciò che rimane è studio della concorrenza.

  1. Studiare il proprio dominio o parole chiave dentro SEMRush (o un altro programma)
  2. Identificare almeno 5 concorrenti
  3. Elencare tutte le possibili parole chiave
  4. Organizzare le short tail e dividerle in base al nuovo business che possono portare
  5. Analizzare la concorrenza delle parole chiave a livello di posizionamento sui motori di ricerca
  6. Segna tutti i coefficienti di opposizione e ottieni un punteggio finale
  7. Scegli le migliori keyword con concorrenza bassa e valore alto

L’analisi del valore è la più semplice, proprio per questo l’abbiamo tratta nella sezione introduttiva dell’articolo sulla ricerca delle parole chiave, ora rendiamola più complicata per aumentare il valore dell’articolo. Immaginiamo di essere assunti dall’Unviersità Luiss per ottimizzare il loro posizionamento sui motori di ricerca del loro Master in Big Data Analitycs . L’obiettivo della nostra campagna sarà migliorare il posizionamento organico. Mettiamoci subito al lavoro!

Campagna di posizionamento per Master in Big Data Analitycs Luiss

La prima cosa da fare è comprendere il business model del Master in esame, per ogni conversione (studente iscritto) Luiss guadagna 14.000€, dobbiamo quindi considerare che ogni click, con una certa percentuale, sicuramente bassa data la natura del prodotto, si trasformerà in un’enorme opportunità di business.

Il modello di acquisizione ruoterà solamente in base al posizionamento organico, dobbiamo dare il massimo per trovare le parole chiave migliori, mettiamoci al lavoro!

Dalla nostra prima overview identifichiamo immediatamente le market defining keyword: “Big Data, Big Data Analytics”, andiamo subito a studiare i concorrenti principali.

Abbiamo dei siti molto importanti, ma non è impossibile batterli, sono sintonizzati su degli argomenti specifici e questo li aiuta, ma noi abbiamo larghi margini di miglioramento.
Cerchiamo tutto quello che ruota intorno alle nostre seed keywords, usando tutti i metodi che conosciamo e allarghiamo la nostra lista.

Ora che abbiamo allargato la nostra seed list è il momento di pulirla e ordinarla, inseriamo il file di testo nel Google Keyword Planner e tenendo a mente il CPC, il volume e l’intento, cominciamo a strutturare una pulizia della nostra lista. L’ultima metrica che ci manca è la concorrenza, il posto dove trovarla è, ovviamente, il Moz keyword difficulty and SERP analysis tool. Il risultato sarà un foglio Excel come quello qui sotto.

Ora che abbiamo la nostra lista pulita e qualificata, è il momento di studiare le parole chiave a livello di SERP, scegliamone una e analizziamola in dettaglio, ma voi eseguite l’operazione su tutte le keyword altrimenti sarà impossibile risolvere l’esercizio! La nostra parola scelta è master degree in big data, vediamo di eseguirne una super scansione!

L’analisi a livello di SERP deve tenere in conto tutti i segnali che i nostri concorrenti ci stanno mandando! La loro autorità, il loro numero di link e citazioni, segnali sociali e così via! Riusciremo a migliorare il posizionamento della nostra Università?

Dalla nostra prima analisi dettagliata è chiaro che ci serve un’autorità di pagina e di dominio molto alta per poter competere, ma – come potete vedere nella immagine che segue – abbiamo bisogno di parecchie migliaia di link in ingresso verso il nostro sito. Tutto questo senza considerare che la nostra pagina di atterraggio deve essere, dal punto di vista SEO, totalmente on-page optimized.

Arrivati a questo punto ci mancano solo 2 metriche: quelle della Luiss! Con una autorità di pagina di di 28, 5 link in ingresso da un solo sito, 667 link in ingresso sul dominio e autorità di dominio 51 le possibilità di ranking sono reali!

L’unico problema è l’ottimizzazione su pagina! Se vogliamo creare delle aspettative giuste non possiamo nascondere al nostro cliente il terribile lavoro di ottimizzazione su pagina che è stato svolto sul loro sito. Se avete letto l’articolo sulla pagina ottimizzata saprete immediatamente riconoscere le criticità del caso, qui raccolte in un’utile lista.

  1. Mancanza di parola chiave nel titolo della pagina
  2. Scarso uso della parola chiave nel corpo del testo
  3. Mancanza della esatta parola chiave nel testo (non c’è scritta neanche una volta)
  4. Keyword mancante nell’attributo di testo alternativo
  5. Keyword mancante nella meta descrizione
  6. URL non descrittivo e non SEO friendly
  7. URL senza parola chiave
  8. Meta description senza chiamata all’azione
  9. Parole chiave all’inizio del testo
  10. Utilizzo scorretto degli H1

Il tutto ovviamente senza scendere nel dettaglio. Risolvendo i problemi on page e strutturando una campagna SEO (produzione di contenuto e ottimizzazione contenuto), Luiss potrebbe portare a casa ( solo da questa parola chiave) 20 * 0.03 *14.000=8.400 €! Non prendere in considerazione la SEO, sta costando caro, ma non solo! Se Luiss per prendere quella parola decidesse di pagare, ogni click costerebbe circa 200€. E’ facile capire che ottimizzare il proprio sito conviene, non solo in un’ottica di lungo, ma anche di breve periodo.

Che cosa abbiamo capito da questo semplice caso di lavoro? Prima di chiudere è importante tirare i remi in barca per assicurarci di essere tutti sullo stesso piano!

Abbiamo capito perché l’analisi costi benefici o KOB ci permette di presentare una strategia SEO basata su dati scientifici e misurabili. Abbiamo capito come utilizzare la KOB per prendere delle scelte, seguendo il processo di creazione di liste di parole chiave e ottimizzazione delle liste stesse.

Ci siamo fermati a calcolare il vantaggio che derivava da ognuna delle parole chiave, lo abbiamo fatto tenendo a mente il nostro modello di business, il volume di ricerca, la concorrenza e l’intendo degli utenti.

Abbiamo misurato la concorrenza sulla rete e abbiamo imparato a porci degli obiettivi ragionevoli, non solo abbiamo studiato i coefficienti di difficoltà, ma abbiamo anche condotto un’analisi a livello di SERP per una parola chiave specifica, questo ci ha permesso di avere una panoramica chiara della situazione da affrontare.

Abbiamo imparato ad usare una moltitudine di strumenti per portare a casa il nostro risultato e per prendere le decisioni su basi matematiche e non speculative, ma non basta! Abbiamo capito quanto investire nella SEO può trasformarsi in una vera e propria pioggia di denaro per un’azienda e come anche una piccola miglioria può rappresentare un incremento di fatturato duraturo nel tempo.

Nel nostro caso pratico del Master Luiss abbiamo analizzato una parola chiave a 20 ricerche, ma cosa sarebbe successo se avessimo portato a casa la keyword da 2000 ricerche o, perché no, tutte le parole chiave della lista? Cosa avrebbe significato in termini di fatturato per una delle più note università d’Italia investire qualche milletta in SEO?

Ogni giorno che sprechi lasciando il tuo sito nel buio della non ottimizzazione equivale a lasciare i soldi dei tuoi clienti sul bancone, pensaci la prossima volta!

Ora che hai capito quanto costa alla Luiss la sua politica non-SEO-friendly è il momento di correre ai ripari e tutelarti! Chiuderemo l’articolo con la lista completa di tutti i programmi che abbiamo usato per portare a casa il risultato, così non avrai più scuse per restare indietro e perdere business.

  1. SpyFu
  2. Keyword Researcher Pro
  3. Microsof Exel
  4. Moz Pro

Prima di salutarci voglio porti un ultima domanda: delle parole che abbiamo shortlistato per la campagna della Luiss, se dovessi sceglierne una sola, quale sceglieresti? Condividi la tua risposta con noi e buona ottimizzazione!

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