Pagina ottimizzata in 20 minuti [ FUNZIONA ] !

Pagina ottimizzata in 20 minuti! Ecco come usando solo venti minuti del tuo tempo puoi avere una pagina ottimizzata per i motori di ricerca che ti aiuterà a far arrivare il tuo messaggio ai tuoi utenti. Leggendo questa guida all’ottimizzazione su pagina imparerai anche come riconoscere una pagina ottimizzata da una pagina che non lo è. Ho raccolto una lista di 20 mosse immediatamente replicabili per ottimizzare ogni pagina web e per farle raggiungere il suo massimo potenziale.

Una delle difficoltà più grandi del web è capire la legittimità e credibilità di chi propone delle soluzioni. Per metterti in guardia dalle truffe online e visto che nella mia Guida SEO Goolge la parte più letta è proprio questa sulla pagina ottimizzata, ho deciso di scrivere un approfondimento sull’argomento. In questo articolo studieremo i segnali per riconoscere una pagina ottimizzata e impareremo a realizzarne una in di 20 minuti.

E’ importante riconoscere una pagina ottimizzata perché ti permetterà di evitare fregature quando cerchi un fornitore di servizi o quando valuti la qualità dell’offerta che ricevi. Una delle qualità più importanti del mondo dell’internet marketing è applicare in prima persona ciò che si consiglia, ed è proprio per questo che conoscere i dentro le quinte dell’ottimizzazione di pagina è fondamentale.

La pagina ottimizzata più importante: l’Homepage.

La pagina che non puoi assolutamente permetterti di trattare con superficialità è la tua Homepage, ed è proprio per questo che ho deciso di dedicare la prima sezione di questo articolo all’ottimizzazione dell’Homepage.

La cosa più difficile, all’inizio, è proprio capire come chiamare il tuo sito. Indipendentemente dal settore in cui lavori, ci sono decine di migliaia di modi per chiamare il tuo sito; proprio per questo è importante stabilire delle regole. La prima regola è utilizzare la parola chiave nel titolo, ma anche questa scelta va presa in maniera ottimale: vediamo come.

Come dare il titolo alla tua Homepage

La prima cosa da fare è aprire Keyword Researcher Pro, la versione premium di Keywordini e iniziare un nuovo progetto.


Nel primo box va inserito il proprio prodotto (ad esempio una foto camera) al singolare e nel secondo box va inserito il plurale; la terza casella è per una ricerca locale (se hai un negozio fisico che vende in una particolare città) e l’ultima casella è per l’anno di ricerca (chiaramente ogni prodotto cambia negli anni)

Nella colonna destra è possibile inserire tutte le idee che ci sono venute in mente utilizzando la colonna sinistra. Ogni asterisco “*” suggerirà al software di inserire, uno alla volta, le lettere dell’alfabeto e permetterà a noi di avere una panoramica di tutte le ricerche che gli utenti della rete hanno effettuato. Una volta completato questo processo possiamo esportare le parole trovate in un file di testo.

Il secondo passo è aprire Google Keyword Planner e cliccare su visualizza i dati e le tendenze del volume di ricerca. Carichiamo il file di testo e premiamo il pulsante blu per mostrare il volume di ricerca.

Il grafico che riceviamo è un insieme di informazioni importanti: La media di ricerche mensili, e l’offerta consigliata. La media ci serve per avere un’idea di quanto sia rilevante per la rete il nostro prodotto e l’offerta è una proxy per la transazionalità della parola.

Scarichiamo i dati in formato CSV e apriamoli con Excel.

L’ultimo passaggio è studiare la concorrenza, utilizziamo un account Moz pro e usiamo il tool Keyword Difficulty checker, scriviamo le parole che hanno volume di ricerca e offerta più alta e otteniamo l’ultima metrica che ci serve: la keyword difficulty. La difficoltà è presentata come indice (una misura che va da zero a 100) ed è una funzione di scoring che utilizza come variabili diverse metriche on-page come l’autorità del dominio o in numero di link in ingresso.

Quindi come scegliamo il titolo? La risposta è un mix dei tre elementi che abbiamo collezionato: il volume, il costo e la concorrenza. La nostra scelta è sulle parole ad alta transazionalità e bassa concorrenza.

Ricapitolando, per avere il titolo perfetto per una Homepage ottimizzata bisogna ricavare 3 metriche: il volume, la transazionalità e la concorrenza. I programmi da utilizzare sono Keyword Researcher Pro, Google Keyword Planner e Moz Keyword Difficulty checker.

La seconda regola è inserire il nome della tua attività, o il tuo brand, subito dopo il titolo. Se dopo attente analisi per la tua attività di pesca in salento hai scelto il titolo Pesca Salento, ti basterà aggiungere il nome della tua barca, ad esempio “il marinaio” subito dopo il titolo. Il risultato finale è creare uno slogan in cui si chiaro il payoff per il tuo cliente:

Pesca Salento, solo pesce d’alto mare | Il marinaio.

Se la tua barca è specializzata in pesca d’alto mare e quindi si differenzia da tutte le altre barche che seguono le solite rotte, questo titolo potrebbe fare al caso tuo, ovviamente ti suggerisco di trovare un nome migliore di “il marinaio”.

Ricorda di mantenere la lunghezza del titolo al di sotto dei 55 caratteri, altrimenti il testo verrà sicuramente troncato e addio al tuo bel titolo!

Una volta elaborato il titolo al di sotto dei 55 caratteri e sviluppato un payoff siamo pronti per il secondo elemento che caratterizza una pagina ottimizzata: è l’immagine in alto a sinistra (nell’header) che contiene la parola chiave in alt text del proprio sito.

Come inserire l’attributo di testo alternativo all’header della tua Homepage

Proprio perché i Robots non possono “vedere” le immagini è importante comunicare loro in maniera immediata l’argomento di cui parla il tuo sito. Dopo tanta fatica per trovare il titolo del tuo sito sarebbe da pazzi non comunicarlo ai motori di ricerca e la parte più importante è ovviamente la prima immagine caricata sull’Homepage.

Come anticipato nella Guida SEO Goolge, la prima immagine non è il logo aziendale, ma il logo della propria attività, se ti occupi di pesca in salento e il tuo sito si chiama pesca salento una bella immagine con un amo e la scritta pesca salento sarà perfetta per lo scopo.

Ora vediamo in dettaglio come implementare il codice

 <  img title="pesca salento" src="http://www.pescasalento.it/site/wp-content/uploads/2015/11/pesca-salento.png" alt="Pesca Salento" >

Ti basterà questo per segnalare in maniera ottima che il tuo sito si occupa di pesca in salento!

Una domanda che mi viene sempre posta è per quale motivo devo inserire il logo della mia categoria piuttosto che il mio logo? La risposta è semplice, ma allo stesso tempo complessa. I nuovi algoritmi di Google non valutano più semplicemente le parole chiave, ma – soprattutto – il contesto. Una delle metriche fondamentali per un’attività locale è la corretta scelta delle proprie categorie di riferimento dentro Google my Business, proprio per questo abbiamo bisogno di una corretta scelta della categoria.

Il contesto è un insieme di indizi che i motori di ricerca sono in grado di comprendere, più li aiutiamo a comprendere il contesto, più il nostro posizionamento migliorerà.

Ricapitolando, per inserire l’attributo di testo alternativo bisogna inserire il codice scritto sopra e sviluppare un logo per la propria categoria.

E il resto dell’header? Studiamolo subito!

Una pagina ottimizzata con un header ottimizzato

Nell’header della nostra homepage ci aspettiamo 3 cose: un logo, i menù a tendina delle varie pagine del sito e il numero di telefono della nostra attività. Uno degli errori che tutte, e sottolineo tutte le aziende locali italiane commettono è proprio il proprio numero di telefono.

L’errore più commesso è inserire un tool-free number o per dirlo con dicitura italiana, un numero verde – chiamare per il cliente è gratis – il problema di inserire un numero verde è duplice. Il numero verde non può essere tracciato dal click-to-call di Google e, molto più grave, il numero verde manda un segnale negativo a Google: perché se hai un’attività locale non dovresti avere una linea telefonica locale?

Per quanto riguarda la struttura del menù a tendina l’ideale è ricalcare fedelmente l’architettura digitale, ma se non hai sviluppato la tu architettura digitale il minimo è avere 7 pagine:

  1. La pagina del tuo prodotto/locale/servizio qui ovviamente non parli del prodotto, ma della tua idea differenziante rispetto ai concorrenti, questa pagina può chiamarsi come il tuo fattore differenziante, l’importante è che tu dia ai tuoi clienti un motivo per scegliere te rispetto alla concorrenza
  2. La pagina del tuo Team, lo sapevi che la pagina chi siamo è la pagina più cliccata dopo l’homepage? Scrivere una biografia interessante è sicuramente importante
  3. La pagina per i tuoi potenziali clienti: una pagina a chi ci rivolgiamo per qualificare i tuoi prospects e sottolineare la tua specializzazione e il tuo posizionamento ( ovviamente se non hai un target, prima devi trovarlo).
  4. La pagina di report, meglio nota come pagina Blog, necessaria per posizionarsi per keyword informazionali e per mantenere vivo il tuo sito con contenuti freschi.
  5. La pagina di pricing ovvero quanto costa il tuo servizio, questa pagina va messa assolutamente solo in un caso, in tutti gli altri casi, invece, non deve esistere
  6. La galleria di immagini e video con relativa cronostoria ti permette di migliorare lo storytelling che fai nei tuoi articoli di Blog ed è oltremodo importante se vendi servizi grafici
  7. La pagina dei contatti per recuperare le richieste di interesse e contenente tutte le tue informazioni locali coerenti con la tua pagina Google my Business.
  8. La pagina bonus o risorse o gratis, in parole povere la pagina per fare lead generation e raccogliere le mail. Questa pagina è necessaria se il tuo sito non converte immediatamente in clienti il traffico freddo, ma assolutamente dannosa in caso contrario.

Analizzeremo ora i punti più critici di queste 7 pagine (la 8 e la 5 non sono valide per tutti).

La pagina di prodotto deve contenere l’idea differenziante e descrivere chiaramente il vantaggio che la tua offerta ha per il cliente. Un’utile strategia per avere una pagina ottimizzata è arricchire di contenuti media la descrizione, un video o una presentazione della tua idea differenziante sono un ottimo modo per aumentare il contenuto di valore del tuo sito.

La pagina del Team è necessaria per rafforzare il posizionamento per la tua parola chiave, come sempre se il tuo sito è pescasalento.it la pagina

pescasalento.it/pesca-salento-team/

contribuisce a dare rilevanza di contesto al tuo sito.

La pagina a chi ci rivolgiamo è fondamentale se sei un settore pieno di concorrenti perché ti permette di rivolgerti solo ai tuoi potenziali clienti e valorizzarli, solo in questo modo possono capire chi sei e perché ti rivolgi solo a loro. Se, invece, investi in un business innovativo o con pochi concorrenti, questa pagina ti permette di portarti avanti: ad un certo punto il tuo settore sarà saturo ed aver scelto di occuparti di questo singolo tipo di clienti potrà darti un vantaggio non indifferente.

La pagina di reportistica o di Blog è importante per segnalare a Google che il nostro sito è aggiornato, oltre a questo, ci permette di guadagnare traffico organico con i nostri articoli informativi sulle criticità del nostro settore. Segnalo ancora che questa pagina Blog non è il blog aziendale in cui si fa lead generation, ma è un Blog puramente di reportistica, tutto ciò che riguarda le informazioni sulla nostra azienda e sul nostro settore ed ha il solo scopo di segnalare l’aggiornamento dei contenuti.

La pagina di pricing è necessaria se l’unica fonte di reddito della tua azienda è il tuo sito web, in termini puramente tecnici la pagina di pricing ti permette di implementare il pixel remarketing, il retargeting e completare la tua conversione in maniera intelligente. Se non sai cosa sia il remarketing e il retargeting non preoccuparti, la pagina di pricing serve a capire -chi- dei tuoi utenti è realmente interessato al tuo prodotto.

La galleria di immagini deve essere ottimizzata, non puoi permetterti di caricare foto enormi, questo aumenterebbe incredibilmente il tempo di caricamento del tuo sito. Il plug-in per risolvere il problema è WP Smush, installalo senza esitare su ogni tuo sito!

La pagina di contatto deve includere tutte le informazioni che la tua pagina Google my Business, ogni errore o imperfezione manderà un segnale negativo ai motori di ricerca; proprio per questo motivo questa sezione va trattata con massima attenzione. Non scordarti di inserire un form per raccogliere i dati che gli utenti vogliono lasciarti!

La pagina bonus è, in realtà una squeeze page, la pagina dedicata alla lead generation. In questa pagina sono riposte le speranze dei siti web che non sono in grado di convertire il traffico freddo in traffico qualificato. In generale la pagina della lead generation è utilissima se vendi servizi o consulenza, ma se offri la possibilità al cliente di entrare nel meccanismo di lead generation devi sapere come farlo.

Non immaginate quanti miei clienti abbiano una fantastica pagina di risorse, ma non riescano a convertire tutte quelle mail in clienti. L’email marketing è un’arma molto potente, ma bisogna saperla usare. Il mio consiglio è non provate a fare lead generation se non avete già pronta una sequenza di email marketing.

Con le 7 + 1 pagine ottimizzate abbiamo l’header perfetto o la navbar (per usare un linguaggio più tecnico) perfetta. E’ il momento di concentrarci sullo slider, uno slider che ricorda gli anni ’90 ma che ha ancora tantissimo da dare.

Una pagina ottimizzata con uno slider ottimizzato

Una pagina ottimizzata ha come elemento centrale, dopo l’header, lo slider. Lo slider è l’elemento grafico più odiato dalle agenzie di design perché non è un elemento innovativo, ma è proprio questa la sua forza.

Uno slider deve accompagnare l’utente all’interno del tuo sito, deve essere pieno di immagini che rappresentino le varie sezioni del sito e che siano in grado di emozionare. Non insisterò mai abbastanza sul ruolo che la grafica orientata allo scopo riveste in un sito web. Con uno slider (ovviamente responsive) è possibile inserire delle immagini con dei testi contenenti la parola chiave e un bel testo di ancoraggio verso i link che più ci interessano all’interno del sito.

Usare lo slider è un’ottima tecnica di ottimizzazione on-page ma deve essere usata con criterio, non puoi semplicemente buttare le immagini lì dentro con del testo, ma orientare l’utente nel percorso all’interno del sito. L’orientamento segue le regole del marketing a risposta diretta, seguile e otterrai le migliori conversioni immaginabili, anche se il tuo sito è piccolo e non puoi permetterti l’analisi multivariata per vedere quale combinazione performa meglio.

Ovviamente ogni immagine deve contenere l’attributo di testo alternativo come abbiamo scritto sopra e un link diretto verso la pagina di destinazione.

Terminata l’ottimizzazione dello slider è ora di concentrarsi sull’header.

Una pagina ottimizzata con gli header di primo e secondo livello ottimizzati

Purtroppo l’utilizzo degli header di primo e secondo livello è stato talmente abusato negli ultimi anni da far discutere, nell’ambiente SEO, circa la loro importanza come criterio di ottimizzazione. Anche se l’importanza degli header è dibattuta, una cosa è certa, gli header, specialmente

<h1> e <h2>

rimangono utili all’utente per capire l’argomento del sito che stanno visitando. Tutto ciò che migliora l’esperienza degli utenti è da privilegiare anche in ottica SEO. Scrivere degli header contenenti la parola chiave è da ritenersi una priorità non rimandabile per ogni sito web.

Una pagina ottimizzata con un body copy ottimizzato

Il primo testo che il tuo utente incontra impatta direttamente sulla sua propensione a continuare la navigazione sul tuo sito. Uno dei metodi per ottimizzare il primo blocco di testo e ottimizzare la propria Homepage è costruire un blocco perfetto.

Un body copy o blocco di testo perfetto è lungo almeno 200 parole e contiene la parola chiave in maniera continua e semanticamente coerente. Se ti occupi di pesca in Salento (tanto per fare un esempio diverso) mi aspetto di trovare nel tuo blocco di 200 parole sicuramente delle parole che sono simili o derivate rispetto al tuo business di pesca in Puglia. Il sito di riferimento per scrivere in semantica è visualthesaurus ed è anche l’unica risorsa gratuita in rete di semantica.

Dopo aver attirato l’attenzione con le tue prime 200 parole è ora di dare dei contenuti che aumentino il tempo di permanenza sul tuo sito.

Una pagina ottimizzata con un asset di contenuto ottimizzato per la ricerca universale

Parliamoci chiaramente, un asset di contenuto può essere un media qualunque, un’infografica, una GIF, ma soprattutto un video. Un video ottimizzato per la ricerca universale può essere hostato su un media proprietario (il tuo server) o su Youtube o Vimeo. Non c’è una piattaforma migliore delle altre, ricordate solo che Youtube e di Google è che quindi i media di Youtube sono privilegiati rispetto a quelli caricati sul proprio server.

Dalle ricerche sul comportamento degli utenti sulla rete è emerso che un video aumenta la probabilità di acquisto su sito del 60%. Per quanto ogni ricerca vada applicata ad un particolare segmento di mercato è difficile negare l’impatto positivo che un bel video può avere su un sito.

Ricordatevi che il video o l’asset di contenuto servono ad aumentare il tempo di permanenza sul sito, ma non bastano ad interessare gli utenti, ed è per questo che dopo il video dobbiamo inserire altro testo. Un testo ottimizzato, ma pur sempre un testo.

Una pagina ottimizzata con un blocco di testo ottimizzato

Non c’è niente di più difficile, quando si ottimizza una pagina web, dello scrivere contenuti ricercati, originali e interessanti sull’argomento. Questa capacità di scrittura per la vendita è diventata un lavoro e ha creato delle figure professionali specializzate: i copywriter, ma quando di mezzo c’è la SEO tutto cambia.

Il blocco di testo al di sotto dell’asset di contenuto va scritto utilizzando la semantica (come abbiamo visto sopra), l’interlinking alle pagine interne del sito, ma soprattutto le regole di base del copywriting. In questo asset va comunicata l’idea differenziante, il posizionamento, il payoff e il vantaggio per il cliente.

La strategia di copy più forte è sprecata se il testo non è ottimizzato per la ricerca. E’ sempre meglio scrivere di buoni contenuti, con una buona semantica ed un interlinking discreto piuttosto che cercare di copiare i copywriter famosi.

Quanto deve essere lungo il testo? La risposta è più lungo è meglio è, io di solito non scrivo meno di mille parole. L’ideale è scrivere il minimo possibile pur rimanendo nell’ottica di completezza.

Una pagina ottimizzata con un’immagine ottimizzata nel blocco di testo ottimizzato

Anche se vi sta venendo la nausea a sentire la parola ottimizzazione, la realtà è questa: per ogni pagina ottimizzata, Homepage in primis, va inserita un’immagine descrittiva con un testo alternativo ad hoc. Per favore ricordatevi di ottimizzare le immagini oltre che con il testo alternativo anche con WP Smush.

La parte centrale della nostra pagina ottimizzata è completa. E’ il momento di concentrarci sulla sidebar vediamo come costruirla in maniera ottimale.

Una pagina ottimizzata con una sidebar ottimizzata

La sidebar deve avere delle caratteristiche fisse e imprescindibili, la prima è sicuramente quella dei link in uscita ai canali social dell’attività. E’ importante mandare un link verso i nostri canali social, non solo perché i social media hanno un ruolo sempre più importante dal punto di vista SEO, ma anche perché possiamo segnalare quali sono le nostre pagine ufficiali, fonte di altre informazioni per i nostri utenti.

Ora passiamo alla parte operativa della costruzione della sidebar. Il primo contenuto sono i nostri canali social, il secondo contenuto è un form di contatto (o per mandare un messaggio o per fare lead generation). Dopo il form l’attenzione va concentrata sugli articoli recenti, quelli sviluppati nella sezione report.

Gli articoli recenti sono molto importanti perché segnalano a Google che il tuo sito ha contenuti freschi e aggiornati, questa “freschezza” è talmente rilevante da meritare un link sull’Homepage. Nessuna pagina può dirsi veramente ottimizzata se non ha dei link in uscita verso gli articoli più recenti.

La sidebar si chiude con le informazioni di Geo-Localizzazione, come anticipato sopra è importante non sbagliare neanche minimamente le proprie informazioni di contatto rispetto a quanto scritto su Google my Business.

Ora che la sidebar è pronta è ora di chiudere l’Homepage con del sano link-building.

Una pagina ottimizzata con una chiusura ottimizzata

Siamo arrivati alla fine, questa è la parte fondamentale della tua Homepage, non solo perché questa è la pagina con più alto valore del tuo sito, ma anche perché è proprio il numero di link in ingresso al tuo sito che fanno la differenza. Questa è la parte in cui queste attività hanno luogo. Iniziamo a capire come sviluppare la strategia nella parte finale del tuo sito.

Una pagina ottimizzata richiede dei link in uscita verso le autorità di riferimento del tuo settore, tutti i fornitori e i prodotti che usi possono trovare spazio nella sezione dei link professionali, meglio nota con il termine affiliazioni o partner professionali.

Nel corso della tua carriera avrai sviluppato un network più o meno ampio, il momento per condividere l’autorità della tua pagina con loro è questo: la sezione affiliazioni personali è quella giusta per questi link.

L’ultimo punto da condividere è la sitemap. La sitemap merita un discorso dedicato perché è davvero importante. Provando ad essere sintetici è importante avere due mappe del sito, una per gli umani e una per i robot ed è fondamentale inviare la mappa del sito a Google. E’ anche importante creare delle mappe del sito per le immagini e i video. La migliore idea per vedere se la propria mappa del sito è fatta bene è validarla. Ci sono diversi tool, XML-sitemaps validator è il mio preferito.

La mia pagina è ottimizzata? Le confessioni di un SEO pentito

Capire se la tua pagina è ottimizzata e ti confesso che anche io, all’inizio, ho fatto una fatica incredibile a riconoscere i segnali, ma con l’esperienza si può imparare a capire, a vista d’occhio, come identificare le pagine ottimizzate dalle pagine che non lo sono.

Ci sono tantissimi accorgimenti da mettere in campo quando si ottimizza una pagina e nessuno dei segnali può farti capire se il sito funziona davvero. Molto del processo di ottimizzazione, difatti, continua dopo aver costruito la pagina. Nella Google Search Console bisogna imporre la consistenza con la versione non-www del proprio dominio, bisogna minimizzare il codice ed eseguire una miriade di pratiche per velocizzare la velocità del proprio sito per migliorare l’esperienza degli utenti.

Se hai letto fin quei questo articolo avrai capito perché l’ottimizzazione on-page sia la più nota, molti di questi segnali sono facilmente comprensibili ed è proprio per questo che molti provano ad interpretarli. Non lasciarti trarre in inganno, la SEO è in continuo aggiornamento e con il passare del tempo le informazioni di questo articolo possono diventare obsolete. Io prenderò l’impegno di tenere sempre tutto aggiornato.

Nel mio sito racconterò l’esperienza degli imprenditori che hanno investito sulla SEO e di come questa tecnica di ottimizzazione on-page abbia cambiato radicalmente i loro fatturati. Se vuoi esercitarti prova a condividere con noi la tua esperienza o quella di un sito che ti piace!

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